Dentro le Carceri

Arrivati a Silverbridge, i nostri fanno scorte di argentovivo e cavalli per poi dirigersi da Vaunt, il reggente, e comunicargli quanto accaduto a Stonedale. Impressionato dal carisma e dalla convinzione di Brandius, ignorando le forti opinioni contrarie di un consigliere di corte, Vaunt dà l’ordine di prepararsi ad un assedio, prende in custodia Noretta, e prega agli eroi di tentare di salvare il salvabile per quanto riguarda gli ostaggi tenuti dai barbari. Questi giungono senza problemi alle Carceri dell’Incubo, e dopo aver tentato di eludere furtivamente gli spiriti delle catene all’entrata, risolvono come al solito la situazione fracassandoli a martellate. Addentrandosi nel sotterraneo, cadono nell’imboscata di un Incubus, il quale prima corteggia gli eroi provocandoli con sussurri e domande, e poi dà il via alle sue illusioni: Brandius vede Re Bragon derelitto chiedergli aiuto, ma perdendo tempo, questi gli muore tra le braccia; Syar lo resuscita con Nithenil, creando uno zombi affamato al prezzo della libertà di Akar, il quale scatena la sua furia assetato di vendetta contro il padrone dando inizio ad un’autodistruzione degna di una super-nova. Mentre Brandius si difende dagli attacchi di Bragon staccandogli la testa a mani nude, Glared tenta di sfondare la porta per fuggire all’immane esplosione creata da Akar, fallendo miseramente, e trovandosi di punto in bianco tra i piedi Noretta. Brandius ha infine l’illuminazione: urla ai compagni di non credere alle illusioni cui sono vittime; Syar non perde tempo e, entrato in trance meditativa per comunicare col vero Akar, ancora legato a lui, riesce a rompere l’incantesimo. Solo Glared non riesce a uscire per tempo dal sogno, vedendo di fronte a sé Noretta annichilita dall’esplosione dell’elementale. Ripresisi, i tre si addentrano nel dungeon, scovando l’armeria dei briganti e trucidandone una decina. L’ultimo confessa loro che i pochi prigionieri catturati a Stonedale sono stati consegnati dal loro capo al direttore delle carceri in cambio del permesso di soggiornare temporaneamente all’interno di queste al fine di sfruttarle come quartier generale per l’assedio imminente. Alla ricerca dei prigionieri, i nostri sbucano in una grossa sala su cui pende a metà altezza un ponte sospeso ed al cui centro discende un pozzo dal fondo acquoso. L’avventura si chiude mentre una vera e propria sarabanda di creature disumane entra nella grossa sala trascinando un umano imprigionato e costringendolo a percorrere il ponte sospeso.

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